venerdì 26 aprile 2013

Ricomincio da Capo.

E' trascorso molto tempo dall' ultimo post che, in questo caso, oserei definire la mia, una "apparizione". Ci credete se vi dico che non mi ricordavo nemmeno piu' l' indirizzo del blog ? E' un po' come perdere le chiavi di casa! Il fatto e' che, in questo momento, quelle chiavi non mi sento di averle ritrovate, piuttosto e' come se qualcuno, con una spallata gentile, mi avesse consentito di poter rientrare in casa. Si, perche' per me questo blog ha rappresentato per molto tempo la mia casa, piu' propriamente un rifugio. Anche se in fondo, non c' era nessuno da cui dover scappare. Tranne me. Sono cambiate non poche ma infinite cosa da allora o forse sono soltanto io a crederlo e sono lo zebrallo di sempre, un mix, un "animale strano", uno che a volte vorrebbe confondersi tra la folla, ma non ci riesce. C' e' sempre qualcuno che dice o pensa: " Lo vedi quello li', che cos' e' mamma"?Riprendere a delirare? Mai smesso. Riprendere a sperare? Non se ne puo' fare a meno, la speranza e' come le benzodiazepine, ci "addormenta", placa le nostre fondate ire, ci rincretinisce quanto basta. Rimane l' unica che si assume a tempo indetrminato e se non la prendi E' lei a ricordartelo accrescendo la tensione e l' irascibilita'. E' un po come il volume della Tv quando ci sono scene alle quali il regista voul dare maggiore enfasi: aumenta senza il nostro intervento diretto, consapevole. Le benzodiazepine fanno la stessa cosa purche' tu continui ad acquistarle e a dipendere da loro. Ottime imprenditrici, subdole ed ammalianti sirene. Bene o male , quella di oggi e' una prove microfono, due o tre colpetti in testa e le parole: "prova, prova," guardando avanti, come se ci fosse qualcuno li' ad ascoltarci, come se fossimo in scena, ma senza rischiare nulla. Solo qualcuno che passa ma per andare da un altra parte, qualche mamma ferma con la carrozzina ma solo per aggiustare la copertina del bimbo, anche se due o tre anziani incuriositi ci sono sempre e guardano quel pirla sul palcoscenico che finge di parlare ad un pubblico che non c' e'. Sta facendo solo una prova e niente piu'. E' tutta la vita che fa una prova ma senza iniziare veramente. Quando lo ha fatto, quando e' entrato in scena, ha capito che le persone vicino a lui stavano solo...recitando. Allora ritengo sia molto meglio dire " prova microfono" e poi lasciare agli attori la distruzione di questo mondo stupendo ma che non meritiamo. Sicuro che un giorno non molto lontano quel microfono smettera' di ripetere la mia voce e calera' il silenzio su tutto.


mercoledì 18 gennaio 2012

Benvenuti a bordo

Se le aziende non assumono se non attraverso contratti atipici, se le banche si cuccano i soldi dalla banca centrale europea ma poi non concedono prestiti alle piccole e medie imprese, ditemi voi, cosa potrebbe accadere? Finiremo alla deriva, come la nave Costa Concordia. Non occorre un economista per capirlo, basta un ragazzo della terza elementare. In una nazione senza spirito sociale, senza coscenza collettiva, dove la prima cosa che chiedi ad amici e non è: "E tu cosa prendi", davvero pensate che basti un colpetto di bacchetta magica per risolvere tutto? Una società dove l' egoismo, l' invidia e la gelosia regnano sovrane è giusto che continui ad esistere? Facciamo un analisi di coscenza: è giusto tutto questo? Egoisticamente risponderemmo di si, ma sappiamo che è un no. Solo che ci teniamo alla nostra pelle e continuiamo a sperare. Ad illuderci a mentire a noi stessi. Non vedete in quale direzione stiamo virando? Chi sono i nuovi padroni dell' Italia? I banchieri. Ma, come immagino, ognuno di voi ha avuto a che fare con la banche (basta anche una sola) ed allora vi chiedo: "Cosa pensate delle banche"? Ecco, l' Italia sta diventando una grande banca dove noi siamo i correntisti, i sudditi, gli schiavi, è la stessa cosa. A voi sta bene tutto questo? Essere manovrati come delle marionette? Non essere più in grado di mantenere famiglia o voi stessi? Non riuscire più a trovare uno straccio di lavoro equamente retribuito? Dovere sempre e solo stare zitti altrimenti ci lasciano a casa dall' oggi al domani? Mi fermo qui altrimenti mi armo esco di casa ed ammazzo qualcuno.
Anzi no, non qualcuno a caso ma.

lunedì 9 gennaio 2012

La basurasa

Termine dialettale in mantovano arcaico, che non tutti conoscono. Anci credo siano davvero in pochi coloro che sono a conoscenza del significato di quella parola: è il momento in cui sta per arrivare la sera ma, allo stesso tempo, è ancora giorno. Se cerchi di scattare una foto la fotocamera fa scattare il flash automaticamente, come fosse una cosa scontata. Invece non è così. Perchè la basurasa porta con le luci ed ombre al tempo stesso ed è il momento in cui la giornata asomiglia di più ad ognuno di noi, con le nostre vrtù ed i nostri vizi. Eè il momento della "trasformazione" di abitudini e anche di pensieri, quello tra il giorno e la sera. Momento in cui un uomo può trasformarsi, con la complicità del buio, in lupo mannaro oppure in perfetto padre o madre di famiglia. E' un processo di trasformazione abbastanza lento quanto inesorabile, di cui tutti siamo consapevoli ed il più delle volte contenti perchè si finisce di lavorare e si va a casa. Altre volte, invece, a casa, non ci si tornerebbe mai e la basurasa si abbatte su di noi come una scure. Oltre a questo, se hai la luce accesa e le finestre con le tapparelle non ancora abbassate, chi sta fuori vede tutto. Vede chi c'è e cosa fa dentro casa. Io sto guardando fuori e l' unica luce accesa è quella del monitor del pc. Mi gusto questo momento come fosse un gelato alla crema. Ci sono le tende a fungere da filtro. Questo penso sia il momento migliore per esprimere un desiderio, una speranza affidata alla poca luce rimasta. E' un momento magico, poichè in evidente divenire. Un cambiamento visibile ad occhio nudo a cui tutti dovremmo prestare maggior attenzione. Non è appariscente come il tramonto del sole, spettacolare nelle sue dimensioni e colore. Qui ci troviamo di fronte a qualcosa di meno evidente, più indecifrabile e sottile.

Due uova sode

Sode o quasi, mancano ancora 5 minuti. Loro dipendono da me, in questo momento la loro vita è nelle mie mani. E' una bella responsabilità, sapete? Perche' se le tolgo ora dal fuoco non risultano sode abbastanza, mentre se le lascio bollire si spappolano. E diventano come me, che è come se fossi sul fuoco da due giorni! In realtà sono molti di più, in pratica è come la temperatura esterna: quella percepita è sempre diversa da quella "reale", numerica e basta. Il fatto è che io sono "spappolato" da sempre, ma è solo da un paio d' anni che me ne sono reso conto. Meglio, peggio, chissà. Nel frattempo le due coraggiose uova sode sono quasi pronte. Coraggiose poichè bisogna avere del coraggio a fidarsi della mia memoria, anzi, della mia "volontà di memoria" convinto come sono che siamo noi a decidere cosa voler ricordare o scordare. Ci sono infatti persone che conoscono risultato e marcatori di Milan-Inter del 1974 e non sanno cosa hanno mangiato a pranzo il giorno prima. Persone che preferiscono la partita alla loro...vita. Non è così? Ok spengo il gas, sono trascorsi i fatidici 15 minuti, le uova sono salve, anzi sode, che, per loro, significa raggiungere l' obiettivo. Hanno compiuto la missione, sono finalmente diventate "grandi" ed ora servono a qualcosa, ad accompagnarsi all' insalata per poi essere mangiate da me. Quindi entreranno a far parte di me, delle mie cellule, dei miei tessuti. Se la gallina che le ha prodotte avesse saputo la fine che avrebbero fatto due delle sue uova...Quante cose non si sanno o quante domande che non ci poniamo quotidianamente di persone e oggetti che ci circondano. Nel frattempo le uova stanno ancora stazionando a fuoco spento nell' acqua sempre più tiepida in attesa della loro fine, che dico, del loro nuovo inizio.
Una sorta di reincarnazione.


Per forza

Il Natale è di tutti e vederlo finire così, senza fare niente per "salvarlo" mi pare ingiusto. Per questo 5 minuti fa mi è venuta in mente un idea geniale: "E se lasciassi l' albero adornato con palline ed addobbi in casa ancora per un pò"? In genere è il giorno dell' epifania che si toglie tutto, che si cancella ogni segno di festa, che iniziano i propositi di una dieta equilibrata e sobria. Per me quest' anno, invece, voglio che sia diverso ed agisco al contrario, altrimenti che zebrallo sarei? Poi mi chiedo: ma se tutto è così meccanico, artefatto, poichè iniziano gli addobbi di ogni sorta il 15 dicembre e si fa sparire il tutto il 6 gennaio, la si può veramente ancora chiamare una festa vera? Somiglia più ad una farsa, ad una messa in scena dove prima si prepara il tutto, costumi e scenografie, poi, a recita conclusa, si fa sparire tutto ed ognuno torna a casa sua come niente fosse. Può esistere una Felicità a comando? Una festa periodica? Dal... al, sarai felice, in ogni caso dovrai divertirti, poi basta, il 6 gennaio torni come prima. Ed io rispondo: "Non ci sto" e voglio combattere per la mia felicità. Come? Lasciando intatto l' alberello di Natale. Direte voi: "Ma questo può bastare"? Rispondo con una domanda: "Gli addobbi che avete apparecchiato sono serviti a qualcosa? Vi hanno reso davvero felici i giorni scorsi"? Solo chi risponderà di si potrà riporre l' alberello di Natale, tutti gli altri, quelli come me, che non hanno notato differenza alcuna al di là di una doppia porzione ti tortellini, devono per forza difendere il loro Natale, la loro speranza di felicità e quindi tenersi l' albero, palline e lucine comprese fino a quando arriverà il giorno che ci cambierà la vita, in meglio s' intende.
E poi, dico io, solo a Natale bisogna credere in Dio?

giovedì 5 gennaio 2012

E mentre stai pranzando

A tv accesa uno spot recita: "Quando hai la diarrea..." Perfetto quale miglior colonna sonora per accompagnare un pasto per frugale possa essere? Allora cambi canale e, puntuale, un altro spot "Se hai delle perdite di urina..." Noto una certa coerenza espressiva tra i canali tv: cacca e pipì, mi pare giusto, se nomini una devi, per par condicio, nominare pure l' altra. A questo punto non manca davvero niente. Buon appetito a tutti.

La parrucca di mia nonna

Peccato che l' abbia buttata via. A volte l' avevo indossata per scherzo, per gioco, adesso, invece, mi tornerebbe utile. L' uso che potrei farne è molteplice: tentare una rapina, prostituirmi la sera con l' ausilio della nebbia che va così tanto di moda da queste parti e che mi trasformerebbe in una spilungona castana riccioluta. Eh, già lo diceva sempre anche lei, mia nonna, che non bisogna mai buttare via niente, che tutto può tornarci utile. Ed aveva ragione. Invece l' ho gettata via (la parrucca, non mia nonna) e adesso sono fregato. Avrei potuto sedurre l' on. Casini e farmi portare con lui alle Maldive. Mi chiedo chi possa aver inventato il termine "onorevole", per essere tali bisogna esserselo meritato, non basta dispensare promesse a destra e manca o pronunciare discorsi populistici che anche al più grande coglione di questa terra non resterebbe che dire: "è proprio vero, ha ragione, che belle parole". Risponderei: "E' ancor più vero che sei un coglione". La realtà è che siamo fritti più delle patatine e intanto gli speculatori vanno avanti come e più di prima, senza capire, tanta è la loro bramosia di danaro, che presto non ci sarà niente su cui speculare. E allora come la mettiamo? Sembra di giocare a monopoli in questo mondo pieno di debiti. Azioni che salgono e scendono di aziende che perdono punti e che paiono in crisi netta e la settimana dopo, miracolosamente, se li riprendono. O viceversa. Qualcuno mi sa dire come vanno realmente quelle cazzo di aziende? Si può vivere in una società come questa? In ogni caso i miracoli esistono, uno di questi si basa sulla scoperta di centinaia di supercar i cui proprietari dichiaravano al fisco non oltre i 30.000 euro. Quelle auto dovevano essere mimetizzate intendo dire, vestite da utilitaria (o aver indossato pure loro la parrucca di mia nonna). Perchè dico questo? Perchè fino a ieri nessuno le aveva notate, nessuno ne aveva parlato. Eppure c' erano, o sbaglio? E soltanto adesso saltano fuori. A voi trarre le conclusioni. Io ormai sono stanco di giungere a conclusioni e me ne andrei volentieri fuori dai coglioni a 2000 metri di altezza dove puzza d' uomo forse non arriva. Sapete una cosa? E non sto scherzando. Se la previsione dei Maya, secondo la quale il mondo dovrebbe finire in dicembre di quest' anno, fosse veritiera, mi dispiacerebbe si, perchè mi ritengo ancora giovane, ma il modello di società in cui viviamo non merita altro.